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Pannello 06

I segreti della produzione del Beaufort

Fase 1: Raccolta

Il latte viene raccolto ogni mattina separando accuratamente quello munto la sera prima (raffreddato) da quello munto al mattino (ancora caldo). Una volta arrivato al caseificio, viene immediatamente filtrato e pesato. Versandolo nelle vasche (3.200 litri di latte per vasca), allo stato crudo e intero, si ottiene la miscela di latte caldo e latte freddo.

 

Fase 2: Coagulazione

Una volta nelle vasche, il latte viene prima riscaldato a 33 °C e poi coagulato. Sotto l’azione del caglio, il latte passa gradualmente dallo stato liquido a quello solido in 25-30 minuti. Nella vasca appare una sorta di gel del colore del latte ma con la consistenza di un flan. Il latte è cagliato.

Lo sapevate ?

Nel Beaufort DOP, il caglio utilizzato viene preparato quotidianamente in loco dai casari a partire dal caglio “naturale”. Si tratta di un concentrato di enzimi ottenuto in 6-8 ore, una sorta di pozione magica che permette di coagulare il latte, ovvero di trasformarlo da liquido a solido.

Fase 3: Taglio della cagliata

Il taglio della cagliata è l’operazione che consiste nel tagliare la cagliata.

Con l’aiuto di un taglia-cagliata, il casaro taglia questo formaggio molto fresco in granelli molto piccoli (delle dimensioni di un chicco di riso) e lo separa dal “siero di latte”.

I granelli diventeranno formaggio e il liquido giallo rimanente, chiamato siero di latte o “petit lait”, verrà successivamente trattato.

 

Fase 4: Riscaldamento e mescolatura

Il composto di cagliata e siero viene quindi riscaldato e mescolato a 54 °C per 40 minuti. Il tutto continua poi a essere mescolato per altri quaranta minuti circa, concentrando così la parte nobile del latte. A questo punto, grazie alla sua esperienza, il casaro può valutare la consistenza dei grani di cagliata premendoli con la mano: questa operazione è chiamata “test del pâton”.

 

Fase 5: travaso e formatura

Ogni vasca viene delicatamente distribuita nelle 8 campane di travaso (GSV). L’aspirazione sottovuoto preserva così i chicchi da eventuali urti. Dopo un breve periodo di riposo, i chicchi si depositano lentamente nello stampo (tela di lino e cerchio di legno di faggio) installato sotto ciascuna di esse.

Una volta modellato, non appena esce dalle forme GSV, viene apposta una targhetta di caseina blu con la data e il numero della vasca di produzione. Essa garantisce l’autenticità del formaggio e ne assicura la tracciabilità.

 

Fase 6: Pressatura e ribaltamento

Fino al giorno successivo, i formaggi vengono pressati per 20 ore e sottoposti a una forza di 1.000 kg. I granelli di cagliata si uniscono tra loro e il siero residuo defluisce lentamente. La superficie curva del cerchio conferisce al formaggio la sua forma concava.

I casari sono incaricati della “giro”, un lavoro noioso ma essenziale per la buona riuscita del formaggio. Più concretamente, i teli di lino che avvolgono il formaggio vengono cambiati 3 volte nello stesso giorno. Il Beaufort, invece, viene girato 6 volte prima di passare in salamoia.

 

Fase 7: Salatura

Per 24 ore, i formaggi vengono immersi in acqua satura di sale: la salamoia. Il sale permette di formare la crosta del formaggio, di indurirne la superficie, di conferirgli sapore e, naturalmente, è un ottimo conservante!

Le forme vengono quindi trasportate nelle cantine di stagionatura.

Strumenti

  • Affettatrice di cagliata
  • La paletta blu per testare la cagliata
  • Termometro
  • Cerchio in legno di faggio
  • Tela di lino
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