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Pannello 03

Il collegamento territoriale: tra complementarità e coesione degli attori locali

A : La Cooperativa lattiero-casearia dell’Alta Maurienne Vanoise

 

La Cooperativa si trova nell’Alta Maurienne, nel cuore della zona di produzione DOP Beaufort, caratterizzata da :

–    6 stazioni sciistiche

–    la presenza del Parco Nazionale della Vanoise

–    la sua posizione al confine con l’Italia.

 

Ogni anno trasforma 5 milioni di litri di latte, di cui l’80% in Beaufort e il 20% in Bleu de Bonneval sur Arc.

 

Possiede 2 siti di produzione distinti:

–    un primo sito, storico, situato a Lanslebourg, che produce circa 10.000 forme di Beaufort all’anno

–    un secondo laboratorio, a Sollières, che produce 50.000 pezzi di Bleu de Bonneval sur Arc all’anno.

 

Con il susseguirsi delle fusioni, le vecchie cooperative sono diventate punti vendita. Venite a trovarci vicino a casa vostra negli 8 punti vendita distribuiti nei villaggi di: Modane, Aussois, Termignon, Lanslebourg, Lanslevillard, Bessans e Bonneval sur Arc.

 

B: Le 40 aziende agricole

 

La Cooperativa appartiene a una quarantina di aziende agricole. Queste affidano la raccolta, la trasformazione, l’affinamento e la commercializzazione del loro latte a dipendenti (una trentina, senza contare il personale addetto alla vendita) che sono professionisti qualificati: casari, affinatori, ecc.

 

I soci della cooperativa eleggono 15 di loro (idealmente un rappresentante per villaggio) che costituiscono il Consiglio di Amministrazione. È quest’ultimo che prende le decisioni strategiche e decide il prezzo del latte e la ripartizione dei risultati. Si parla di gestione diretta, in cui i produttori rimangono coloro che decidono dei loro strumenti di lavoro. L’assemblea generale convalida le decisioni.

 

C: Le zone agricole

 

A causa del clima rigido, dell’altitudine elevata e dei pendii ripidi, l’agricoltura e la pastorizia si basano su uno sfruttamento a terrazze delle valli in funzione delle stagioni, per utilizzare al meglio il territorio montano e preservarlo.

 

A fondo valle: lo sfruttamento è organizzato intorno ai villaggi, con superfici destinate alla produzione di fieno per l’alimentazione degli animali. Questo fieno, raccolto e immagazzinato nel villaggio, serve a nutrire il bestiame durante l’inverno (da ottobre a giugno).

Questo fieno possiede qualità “fuori dal comune”. È caratterizzato da una grande varietà floreale e trasmette il suo profumo al latte delle mucche, conferendo così una grande finezza di gusto ai formaggi.

 

Nella zona di “montagnette” / altitudine media: le mandrie pascolano in primavera e in autunno. Durante l’estate si raccoglie il fieno necessario per l’inverno. Questa zona è tuttavia poco presente nell’Alta Maurienne. Data l’altitudine elevata, si passa quasi direttamente dai fondovalle agli alpeggi.

 

Nella zona degli alpeggi: da metà giugno a settembre, per “100 giorni”, la mandria e una parte della famiglia migrano verso gli alpeggi. Il termine “alpeggio” indica sia i prati compresi tra i 1500 m e il limite della vegetazione, sia l’insieme di chalet e pascoli. Questo spazio è vitale per l’allevamento di montagna. Mentre si preparano le riserve di fieno per l’inverno a fondo valle, le mandrie possono pascolare negli alpeggi. Grazie alla sua diversità, l’erba di montagna acquista un grande valore.

Lo sapevate?

Da sempre gli allevatori praticano l’invernaggio di una parte del loro bestiame. Si trattava di mettere in pensione, durante tutto il periodo “fuori dall’alpeggio”, le mucche che non potevano rimanere al villaggio per mancanza di spazio nelle stalle.

 

In particolare, nella nostra regione, l’Alta Maurienne, l’invernaggio veniva effettuato in collaborazione con i nostri vicini italiani. Fino a pochi anni fa, più di 200 vacche partivano per l’Italia (Valle di Susa) per svernare presso gli agricoltori che trattenevano come “reddito” il latte, i vitelli e il letame.

 

Oggi questa pratica continua esclusivamente sul suolo francese e la maggior parte delle stalle non si trova più “sotto le case” del villaggio, ma in edifici moderni e spaziosi.

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  • Gli alpeggi

Da giugno a settembre salgo in montagna. Si chiama “emmontagnée”. Lassù mangio erba buona, ricca di sapori diversi, per dare latte di ottima qualità.

  • La montagnette

In primavera e in autunno vado a pascolare un po’ più in basso sulla montagna. Si chiama montagnette. Qui, nell’Alta Maurienne, questa pratica è piuttosto rara.

  • I fondovalle

Quando fa più freddo, scendo giù al villaggio. Si chiama démontagnée. In estate si taglia il fieno per nutrirmi durante l’inverno, quando resto al caldo nella stalla, da ottobre a giugno.

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