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Film (18 min)

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

Produco latte, ma poi lo trasformo in formaggio. È come se fossi io a produrlo. Non è latte qualsiasi quello che invio alla cooperativa, perché dietro c’è un formaggio!

 

Loïs, agricoltore a Bonneval sur Arc

La cosa davvero positiva della nostra cooperativa è che siamo noi a gestirla direttamente e alla fine siamo noi a controllare il nostro strumento di lavoro. Riusciamo a gestire il nostro prodotto dalla A alla Z, dalla forma del latte al formaggio, siamo noi a gestire tutto fino alla vendita.

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

Voglio che questo prodotto sia di buona qualità, non solo per orgoglio personale, ma anche perché la gente sia contenta di mangiare un formaggio eccellente.

 

Claude, agricoltore a Sollières

Per quanto riguarda l’inverno, dato che le mandrie sono nelle stalle, la maggior parte del lavoro viene svolto al mattino e alla sera ed è vero che la maggior parte delle persone è più reattiva nell’Alta Maurienne. Sono sia addetti agli impianti di risalita, sia soccorritori sulle piste sia maestri di sci.

 

Loïs, agricoltore a Bonneval sur Arc

Una giornata invernale inizia con la sveglia alle 5 del mattino. Poi si va nella stalla, dalle mucche… Dopo la mungitura, i vitelli… Quindi ci vuole già un bel po’ di tempo! Alle 9, dato che sono maestro di sci, sono sulle piste dalle 9 alle 17 e do lezioni. La sera, dalle 17.30 alle 19.30/20, badiamo di nuovo alle mucche.

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

Siamo una piccola struttura, non potremmo vivere solo di agricoltura. Questo ci permette di incontrare altre persone, altri ambienti.

 

Loïs, agricoltore a Bonneval sur Arc

Riusciamo davvero a instaurare un dialogo, una conversazione davvero piacevole, quel che piace molto alla gente; spesso la sera stessa vengono a trovarci dalle mucche, vengono ad osservare la mungitura. Per salire all’alpeggio, partiamo dal paesino e saliamo a piedi.

 

Claude, agricoltore a Sollières

Cerchiamo di portare con noi un gruppo di amici per portare su le mucche, perché ci sono molte cose da preparare. Bisogna caricare il rimorchio per la mungitura, le mucche a piedi, il generatore elettrico.

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

Ci trasferiamo due volte all’anno, una volta in primavera e una volta in autunno. È tutta un’organizzazione, portiamo con noi tutta la nostra vita in alpeggio. È una giornata pianificata nei minimi dettagli! Noi saliamo all’inizio di giugno e ridiscendiamo intorno al 10-15 ottobre. La mia vita in alpeggio mi da una sensazione di libertà. Adoro stare con i miei animali, all’aria aperta. Mi sento bene in alpeggio.

 

Claude, agricoltore a Sollières

Io dico sempre che quando le mucche sono lassù, sono in vacanza! Sono all’aperto! Tranne quando il tempo è davvero brutto, è vero che non stanno bene. Ma altrimenti, quando le condizioni sono più o meno normali, estive, stanno benissimo!

 

Loïs, agricoltore a Bonneval sur Arc

Dato che siamo già ad alta quota, quando il tempo è brutto o a volte nevica, è vero che pensiamo che quelli che “mungono” tutto l’anno in un capannone sono fortunati. Ma d’altra parte, nelle serate in cui il tempo è bello: siamo di fronte alle montagne, di fronte al tramonto, mungiamo le nostre mucche e questo non ha prezzo!

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

È vero che abbiamo terreni piuttosto complicati: non sono pianeggianti. Quindi produciamo fieno nella parte bassa della valle, non produciamo fieno negli alpeggi, perché in estate mangiamo tutto con le nostre mucche.

 

Claude, agricoltore a Sollières

Si inizia falciando un appezzamento, tagliando l’erba, poi si passa con quello che viene chiamato un voltafieno o una pirouette, che permette di mescolare il fieno e arieggiarlo. Poi, spesso il terzo giorno, si forma un andana e quindi si raccoglie alla rinfusa con delle autocaricatrici oppure si formano delle balle di fieno.

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

Potremmo lasciare i terreni difficili da coltivare… ma il problema è che ne abbiamo bisogno! – rispetto al disciplinare DOP BEAUFORT. Almeno l’80% del nostro fieno deve essere prodotto “in zona”. Ci sono piccoli appezzamenti che producono comunque una discreta quantità di fieno. Lasciarli abbandonati è un peccato. C’è anche il rischio che si ricoprano di erbacce.

 

Claude, agricoltore a Sollières

La gente spesso ci dice che siamo privilegiati ed è vero che non sempre ce ne rendiamo conto nella vita quotidiana perché siamo impegnati nel lavoro. Ma è vero… quando ci si ferma un attimo a guardare il paesaggio, ci si rende conto che viviamo davvero in una regione molto tranquilla e piacevole. E naturalmente sono molto legato all’Alta Maurienne (al mio paesino, ovviamente, Sollières!) e alla mia azienda agricola perché l’ho ereditata dai miei nonni, dai miei genitori…

 

Loïs, agricoltore a Bonneval sur Arc

È certo che l’alpeggio… quando sai di essere la seconda, terza, quarta o quinta generazione a salire in alpeggio (sempre sullo stesso alpeggio), è sempre un piacere! Ci pensiamo spesso.

 

Nathan, figlio di un agricoltore di Sollières

Beh, mi piacerebbe riprendere l’azienda agricola e poi fare come papà, come i miei nonni, i miei bisnonni…

 

Claude, agricoltore a Sollières

Per ora dice che vuole fare l’agricoltore. È fantastico, sono molto contento di poter trasmettere il mio patrimonio e il mio saper fare, se così si può dire. D’altra parte, è vero che se un giorno dicesse che non vuole fare l’agricoltore, non gliene farei una colpa. Capirei la sua scelta, vista la difficoltà del lavoro. Per fare il contadino bisogna impegnarsi a fondo e se lui non vuole, non gliene farei una colpa. Troveremmo un’altra soluzione, non è grave.

 

Baptiste, agricoltore a Bessans

Oggi un’azienda agricola è davvero un’impresa da gestire dalla A alla Z. Ci sono compiti amministrativi molto importanti, si gestisce davvero tutto.

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

È un mestiere in cui bisogna saper fare tutto!

 

Claude, agricoltore a Sollières

Il contadino è in realtà un multitasker. A volte può essere elettricista, idraulico, muratore, veterinario, nutrizionista, macchinista…

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

Il lato pratico è che ci si può organizzare come si vuole e i bambini possono stare con noi anche mentre lavoriamo. È comunque una comodità nella vita.

 

Claude, agricoltore a Sollières

Tutti i nostri animali sono registrati in quello che viene chiamato il registro anagrafico bovino. Quando si effettua il controllo del latte, tutte le nostre mucche hanno un nomignolo che permette di riconoscerle nella stalla.

 

Baptiste, agricoltore a Bessans

Il controllo del latte per me è importante perché ci permette di seguire ogni singola vacca. Possiamo davvero monitorare il latte di ogni vacca, la quantità e la qualità.

 

Claude, agricoltore a Sollières

Il prodotto è legato al territorio. E in ogni caso l’alimentazione degli animali deve essere costituita essenzialmente da fieno ed erba provenienti dalla zona geografica in cui viene prodotto il Beaufort.

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

È importante che il disciplinare rimanga rigoroso. Se non abbiamo un disciplinare rigoroso, perdiamo la nostra credibilità e l’immagine del Beaufort.

 

Claude, agricoltore a Sollières

Il vantaggio degli alpeggi è anche quello di avere una flora molto particolare, ricca di varietà e fiori, che conferisce al latte un sapore molto più ricco, molto più grasso e un gusto molto particolare al Beaufort che produciamo in estate.

 

Pauline, casara Beaufort a Lanslebourg

Il latte viene raccolto dai nostri camion e consegnato alla Cooperativa al mattino. Si tratta del latte munto la sera prima e quello munto al mattino.

In un primo momento viene riscaldato a 33 gradi. Si ripristina la temperatura per aggiungere il caglio.

Viene tagliato in piccoli granelli fini. È la fase della rottura della cagliata.

Viene testato facendo il famoso “pâton” che ci permette di conoscere la consistenza per modellarlo e avviare la formatura.

 

Gaëtan, cantiniere a Lanslebourg

È un lavoro appassionante! Non è mai davvero lo stesso mestiere… Fa un po’ freddo, ma… (ride). Il formaggio è concavo. Ha una crosta davvero arancione. È molto liscia.

 

Emmanuel, casaro Bleu de Bonneval sur Arc a Sollières

Il nostro formaggio blu è simile, si può dire, a una pasta molle, perché è fatto con latte non riscaldato. La foratura è la parte importante nella produzione del formaggio blu. È ciò che permette all’ossigeno di entrare nel formaggio. Perché la muffa non si sviluppa senza ossigeno.

 

Albert Tourt, Presidente della Cooperativa dal 1984 al 2019

Il mio motto all’epoca era dire che dovevamo riuscire a…  “ovunque chiudessimo la cooperativa perché non ci sarebbe più stata, dovevamo mettere un negozio al suo posto”.

Per me è stata un’avventura bellissima! Certo, a volte è stata difficile, molto difficile

Ma ricca, ricca, ricchissima di valori umani! Ho sempre incontrato valori umani forti, sia a livello della filiera, perché anche la filiera ha avuto un ruolo importante. E oggi siamo presenti in 7 comuni con 40 produttori. È una grande e bella famiglia!!

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

L’agricoltura non potrebbe funzionare senza il turismo. E anche il turismo, in un certo senso, senza l’agricoltura sarebbe complicato. Se non si curassero le montagne, non si potrebbero fare escursioni in montagna.

 

Claude, agricoltore a Sollières

Niente sci; o sarebbe complicato sciare d’inverno; oppure bisognerebbe pagare delle aziende per ripulire il sottobosco e mantenere le piste da sci. Ed è vero che, dall’altra parte, l’agricoltore ha bisogno del turismo per vendere i suoi prodotti e per guadagnarsi da vivere, semplicemente. Siamo tutti legati.

 

Sylvie Filliol, responsabile commerciale

Questo si chiama tranche-caillé. Abbiamo un laboratorio Beaufort nel paesino di Lanslebourg e abbiamo anche un laboratorio Bleu de Bonneval sur Arc.

 

Baptiste, agricoltore a Bessans

A Bessans ci sono comunque molte tradizioni. C’è la festa del 15 agosto, che attira molti turisti e visitatori.

Molti si interrogano sul diavolo di Bessans, che è una leggenda, quindi tutti vengono qui per trovare una risposta. 

 

Aude, agricoltrice a Lanslebourg

Ci piace molto sentire il suono delle campane nell’alpeggio. Ci permetteno di ritrovarle quando c’è la nebbia. E poi penso che serva anche ad allontanare i predatori.

 

Loïs, agricoltore a Bonneval sur Arc

Una bella Tarine è una Tarine che ha un manto uniforme con zoccoli neri e occhi neri.

 

Aude, allevatrice a Lanslebourg

Non saranno delle grandi mucche da latte, ma hanno comunque zampe e zoccoli sicuri, adatti alla montagna.

 

Loïs, allevatrice a Bonneval-sur-Arc

Una bella Abondance deve avere già due occhiali, baffi e deve essere più scura possibile.

 

Aude, allevatrice a Lanslebourg

Hanno tutte un nome, e le conosco tutte a memoria! Penso che sia importante che abbiano un nome; conferisce loro un’identità.

 

Nathan, figlio di un contadino di Sollières

La mia preferita: Joyeuse, perché è gentile, non è violenta, né con noi né con le altre. E poi…

 

Claude, contadino di Sollières

(ride) Non ho detto niente, vai pure, ti ascolto… Ed è bellissima! È bellissima anch’essa!

 

Albert Tourt, Presidente della Cooperativa dal 1984 al 2019

È una bella grande famiglia, perché aderisce a una realtà autentica, che è quella di modernizzarsi, pur mantenendo l’autenticità di questa regione, che per me è la regione più bella del mondo.

 

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